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Una destra che distorge anche i valori cristiani

 così scrive la retorica DI DESTRA:

Che rapporto vi è tra pacifismo e cattocomunismo?

di Gianni Baget Bozzo - 11 settembre 2003

Per la Sacra Scrittura e per la Tradizione cattolica, l'autorità politica "porta la spada", questa è la sua principale funzione. Lo Stato non è la società ma è la difesa di essa da ogni forma di violenza che all'uomo sia possibile combattere. Per questo la decisione ultima sulla pace e sulla guerra spetta agli Stati e non alla Chiesa, che è tenuta a "dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che di Dio".

I cattocomunisti sono stati pacifisti perché rinnegano l'ordine naturale e la Provvidenza divina, nel cui ordine il potere dello Stato, come ogni altro potere, ha una funzione e porta il limite stesso della sua funzione.

http://www.ragionpolitica.it/testo.1509.html

Per quanto poco vale reagisco inorridito da quello che vedo scritto da Don Gianni Baget Bozzo, su un sito che di cristiano ha poco tendente allo zero assoluto e di politico parecchio (vedi simbolo del popolo delle libertà).

Inorridito perché non c’è la ben che minima nozione storica e tanto meno del cristianesimo (e da un prete posso solo ipotizzare la malafede).

Faccio una premessa, non sono un cattocomunista, non lo sono mai stato.

Sono un cattolico, credente, praticante e un uomo di sinistra, un uomo del PD.

Ma non si può tacere, specialmente per un cristiano, quando ci sono preti che per fini politici distorgono tutti i principi cristiani e il Vangelo stesso.

Tanto poco caro Gianni Baget Bozzo,

fin che si parla o si scrive di politica, passi; ognuno appoggia lecitamente le proprie opinioni, ma quando si distorge il cristianesimo e i alti principi che esso rappresenta (ed è un prete a farlo!!!) non si può tacere, non si può far finta di nulla, devo, in coscienza, agire da buon cristiano e difendere il mio credo.

Ma mi rendo conto che la mia parola conta poco, quindi mi appello a un sacerdote proprio come lei, don Lorenzo Milani che 40 anni or sono scrisse un brano che fa proprio al caso nostro al meno nei pezzi che io riporterò, detto tra di noi non a caso Veltroni è andato a rendergli omaggio prima delle elezioni…. Non a caso.

Nel rispondermi badate che l'opinione pubblica è oggi più matura che in altri tempi e non si contenterà né d'un vostro silenzio, né d'una risposta generica che sfugga alle singole domande. Paroloni sentimentali o volgari insulti a me non sono argomenti. Se avete argomenti sarò ben lieto di darvene atto e di ricredermi se nella fretta di scrivere mi fossero sfuggite cose non giuste.”

Preambolo di Don Milani che approvo, in merito poi al fatto che la Chiesa non ha diritto di intervenire sulla guerra per "dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che di Dio". Dimenticando che Dio essendo creatore dell’universo ha il possesso di tutto. Don Milani usa argomenti più che lungimiranti, proprio sul pacifismo che secondo lei rinnega l’ordine naturale e la Provvidenza Divina:

“Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia, di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto.

Abbiamo dunque idee molto diverse. Posso rispettare le vostre se le giustificherete alla luce del Vangelo o della Costituzione.

Non voglio in questa lettera riferirmi al Vangelo. È troppo facile dimostrare che Gesù era contrario alla violenza e che per sé non accettò nemmeno la legittima difesa.”

Ancora più illuminante è l’analisi storica (la storia questa sconosciuta!) che fa sull’intervento diretto dello stato italiano sulle guerre, quel diritto che lei, ministro del culto Cattolico, nega alla sua stessa Chiesa e consegna in mano esclusivamente allo stato:

“Mi riferirò piuttosto alla Costituzione.

Articolo 11 L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli...

Articolo 52 La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.

Misuriamo con questo metro le guerre cui è stato chiamato il popolo italiano in un secolo di storia.

Scorriamo insieme la storia. Volta volta ci direte da che parte era la Patria, da che parte bisognava sparare, quando occorreva obbedire e quando occorreva obiettare.

Nel 1898 il Re Buono (Umberto I) onorò della Gran Croce Militare il generale Bava Beccaris per i suoi meriti in una guerra che è bene ricordare. L'avversario era una folla di mendicanti che aspettavano la minestra davanti a un convento a Milano. Il Generale li prese a colpi di cannone e di mortaio solo perché i ricchi (allora come oggi) esigevano il privilegio di non pagare tasse. Volevano sostituire la tassa sulla polenta con qualcosa di peggio per i poveri e di meglio per loro. Ebbero quel che volevano. I morti furono 80, i feriti innumerevoli. Fra i soldati non ci fu né un ferito né un obiettore. Finito il servizio militare tornarono a casa a mangiar polenta. Poca perché era rincarata.

Eppure gli ufficiali seguitarono a farli gridare “Savoia” anche quando li portarono a aggredire due volte (1896 e 1935) un popolo pacifico e lontano che certo non minacciava i confini della nostra Patria. Era l'unico popolo nero che non fosse ancora appestato dalla peste del colonialismo europeo.

Idem per la guerra di Libia.

Poi siamo al '14. L'Italia aggredì l'Austria con cui questa volta era alleata.

Battisti era un Patriota o un disertore? È un piccolo particolare che va chiarito se volete parlare di Patria. Avete detto ai vostri ragazzi che quella guerra si poteva evitare? Che Giolitti aveva la certezza di poter ottenere gratis quello che poi fu ottenuto con 600.000 morti?

Che la stragrande maggioranza della Camera era con lui (450 su 508)? Era dunque la Patria che chiamava alle armi? E se anche chiamava, non chiamava forse a una ”inutile strage”? (l'espressione non è d'un vile “cattocomunista” ma d'un Papa canonizzato).

Era nel '22 che bisognava difendere la Patria aggredita. Ma l'esercito non la difese. Stette a aspettare gli ordini che non vennero.

Così la Patria andò in mano a un pugno di criminali che violò ogni legge umana e divina e riempiendosi la bocca della parola Patria, condusse la Patria allo sfacelo. In quei tragici anni quei sacerdoti che non avevano in mente e sulla bocca che la parola sacra “Patria”, quelli che di quella parola non avevano mai voluto approfondire il significato, quelli che parlavano come parlate voi, fecero un male immenso proprio alla Patria (e, sia detto incidentalmente, disonorarono anche la Chiesa).

Nel '36 50.000 soldati italiani si trovarono imbarcati verso una nuova infame aggressione: Avevano avuto la cartolina di precetto per andar “volontari” a aggredire l'infelice popolo spagnolo.

Erano corsi in aiuto d'un generale traditore della sua Patria, ribelle al suo legittimo governo e al popolo suo sovrano. Coll'aiuto italiano e al prezzo d'un milione e mezzo di morti riuscì a ottenere quello che volevano i ricchi: blocco dei salari e non dei prezzi, abolizione dello sciopero, del sindacato, dei partiti, d'ogni libertà civile e religiosa. Se in quei tristi giorni non ci fossero stati degli italiani anche dall'altra parte, non potremmo alzar gli occhi davanti a uno spagnolo. Per l'appunto questi ultimi erano italiani ribelli e esuli dalla loro Patria.

Poi dal '39 in là fu una frana: i soldati italiani aggredirono una dopo l'altra altre sei Patrie che non avevano certo attentato alla loro (Albania, Francia, Grecia, Egitto, Jugoslavia, Russia).

Era una guerra che aveva per l'Italia due fronti. L'uno contro il sistema democratico. L'altro contro il sistema socialista. Erano e sono per ora i due sistemi politici più nobili che l'umanità si sia data.

L'uno rappresenta il più alto tentativo dell'umanità di dare, anche su questa terra, libertà e dignità umana ai poveri.

L'altro il più alto tentativo dell'umanità di dare, anche su questa terra, giustizia e eguaglianza ai poveri.

Non vi affannate a rispondere accusando l'uno o l'altro sistema dei loro vistosi difetti e errori. Sappiamo che son cose umane. Dite piuttosto cosa c'era di qua dal fronte. Senza dubbio il peggior sistema politico che oppressori senza scrupoli abbiano mai potuto escogitare. Negazione d'ogni valore morale, di ogni libertà se non per i ricchi e per i malvagi. Negazione d'ogni giustizia e d'ogni religione. Propaganda dell'odio e sterminio d'innocenti. Fra gli altri lo sterminio degli ebrei (la Patria del Signore dispersa nel mondo e sofferente).

Ma in questi cento anni di storia italiana c'è stata anche una guerra “giusta” (se guerra giusta esiste). L'unica che non fosse offesa delle altrui Patrie, ma difesa della nostra: la guerra partigiana.

Certo (i nostri poveri soldati morti sotto il fascismo) dobbiamo rispettarli. Erano infelici contadini o operai trasformati in aggressori dall'obbedienza militare. Quell'obbedienza militare che voi cappellani esaltate senza nemmeno un “distinguo” che vi riallacci alla parola di San Pietro: “Si deve obbedire agli uomini o a Dio”?.

Rispettiamo la sofferenza e la morte, ma davanti ai giovani che ci guardano non facciamo pericolose confusioni fra il bene e il male, fra la verità e l'errore.”

Qui conclude Don Lorenzo Milani, un nome che è per sempre consegnato alla storia. Ecco come si esprime un vero uomo, un vero sacerdote. Perchè dire che il pacifismo rinnega l'ordine naturale e la Provvidenza divina è bestemmiare per un cristiano e una “stronzata” per tutte le altre persone di buon senso.

Io che mi accingo a concludere queste mie poche righe ho una sola grande consolazione (terrena) che il nome e il pensiero di Don Lorenzo Milani varcherà i secoli il suo, Don Gianni Baget Bozzo, fra pochi anni non lo ricorderà più nessuno.

Che Dio la perdoni! Perché gli italiani probabilmente non lo faranno!

Pubblicato il 28/7/2008 alle 18.32 nella rubrica Diario.

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