.
Annunci online

Link

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


POLITICA
Il Circolo che vorrei
24 ottobre 2010
Oggi nel nostro circolo abbiamo fatto le votazioni per il direttivo del circolo e Segreteria provinciale.
Pochi i tesserati assenti ed è stata una bella asseblea con la presenza del segretario provinciale (che ringrazio) Giovanni Miglietta.
Continua il nostro lavoro (un lavoro che trae la sua forza dalla collegialità) ed è anche per questo che è per me un piacere essere il nuovo coordinatore.
Da queste righe ribadisco l'augurio a tutti di buon lavoro e riporto intergralmente il documento presentato dal circolo stesso al segretario provinciale.

Cosa significa oggi fare politica per le persone normali? Noi crediamo che la risposta stia in una sola parola: "partecipare". Pertanto, in qualità di tesserati e simpatizzanti del circolo "Valtriversa" del Partito Democratico, riteniamo utile esprimere la nostra opinione nel dibattito congressuale provinciale.

Tutti noi ci siamo chiesti: che partito vogliamo? Affidiamo al segretario provinciale Giovanni Miglietta le nostre considerazioni e gli chiediamo di impegnare in tal senso l’azione del partito astigiano.

Chiediamo ai rappresentanti del nostro circolo nella direzione provinciale e ad Alfredo Castaldo, che noi indichiamo come nostro rappresentante nella segreteria provinciale, di orientare il proprio lavoro secondo le indicazioni contenute nel presente documento.

Il rafforzamento del partito richiederà particolare attenzione perché solo con una struttura forte si può essere efficaci. Dovranno essere fatte scelte importanti. Riteniamo fondamentale che il segretario provinciale affidi a Castaldo in via esclusiva la delega all’organizzazione.

Amministratori locali

Noi vogliamo un Partito Democratico in grado di rappresentare la gente di tutta la provincia astigiana. Riteniamo che questo obiettivo sia raggiungibile se gli amministratori locali, ossia coloro che fanno nel concreto le scelte che possono migliorare o peggiorare il sistema di vita di tutti noi, diventeranno gli interlocutori principali del nostro Partito e verranno dallo stesso ascoltati. Gli amministratori locali che fanno riferimento al PD, sia che ricoprano ruoli di maggioranza, sia di opposizione, devono avere momenti, organizzati e periodici, di confronto con i vertici provinciali sui principali problemi. Situazioni, coordinate da referenti precisi, dove gli interessati possano ricevere un’informazione adeguata e tempestiva, fare la sintesi delle opinioni e prendere decisioni che poi impegnino tutti, amministratori e Partito, in tutte le sedi istituzionali e davanti alla gente. Non è ammissibile, come è capitato, che amministratori di uno stesso partito si orientino e votino in modo diverso sullo stesso problema solo perché non comunicano o, peggio, non vogliono trovare un accordo.

Circoli territoriali

I circoli territoriali diventano il principale strumento per fare politica sul territorio e per tenere contratti diretti proprio con la rete degli enti locali. Pertanto, vanno sostenuti e dotati di mezzi per assicurare loro capacità di iniziativa e visibilità (gazebo, pc, bacheche informative). Come priorità, chiediamo siano aperte delle sedi nei principali centri della provincia.

Il partito dovrà favorire la collaborazione tra i circoli delle diverse zone.

Le politiche si costruiscono nel raccordo tra i circoli e la direzione provinciale, per poi trovare la loro pratica esecuzione nelle deleghe conferite alla segreteria.

Primarie

La forza di un partito popolare sta nel suo elettorato di riferimento e nei suoi militanti. Per scegliere chi si candiderà, in qualsiasi elezione, sotto il simbolo del Partito Democratico, chiediamo le primarie e, se necessario, che si concordino primarie di coalizione. Chi ha le idee migliori e si mette in gioco andrà a chiedere il voto agli elettori per rappresentare il partito e il centro sinistra nelle istituzioni.

Informazione

Il Partito deve costruire canali di informazione verso gli iscritti e gli elettori, indispensabili per spiegare agli stessi i risultati raggiunti dai nostri amministratori comunali e provinciali, dai consiglieri regionali e dai parlamentari. L’informazione serve per dare una visione omogenea dei problemi e mettere tutti nelle condizioni di esprimere le proprie opinioni e decidere liberamente. Crediamo che la comunicazione, per essere efficace, deve essere attuata su più fronti, per arrivare a tutte le diverse componenti della popolazione, avendo come obiettivo principale spiegare con semplicità i temi della politica e le scelte fatte, per risultare comprensibili a tutti. Pertanto, chiediamo al Partito di investire nelle seguenti direzioni:

Dar vita ad un giornale locale (bimestrale che nel tempo diventi almeno un mensile), rivolto in primo luogo agli iscritti ed ai simpatizzanti che ne facciano richiesta;

Ristrutturare il sito internet del partito per dare spazio alle notizie dai paesi della provincia, dare informazione di servizio rivolte agli amministratori locali, ai rappresentanti negli enti ed ai circoli (dossier tematici, scadenze, rassegna stampa, segnalazione di esperienze e opportunità. Gli stessi argomenti potranno essere anticipati in modo diretto agli interessati via posta elettronica, come già ipotizzato in direzione provinciale alcuni mesi fa), favorire il dibattito sui diversi temi;

Sperimentare una televisione via internet;

Promuovere incontri pubblici nei paesi della provincia e nelle periferie urbane per incontrare le persone, far sentire loro vicino il partito e mettere a confronto gli eletti nelle varie cariche istituzionali con le domande della gente;

Favorire la diffusione di informazione "di base" attraverso canali semplici ma che riteniamo sempre efficaci in realtà frammentate come le nostre: gazebo per volantinaggi e bacheche per affissioni pubbliche.

Rapporto con gli eletti nelle istituzioni e le persone nominate negli enti

Il partito deve diventare anche uno strumento di verifica di quanto fatto dagli eletti e dai rappresentanti negli enti. Un momento organizzato dove chi ci rappresenta nelle situazioni deve dare conto del proprio operato e trovare sostegno per il superamento delle difficoltà incontrate.

Ovviamente, il partito deve occuparsi della provincia nel suo complesso, interessandosi a tutti i luoghi dove si formano le scelte (enti territoriali, Atc, Cbra, fondazione Crasti e consorzi), favorendo la reciproca consultazione di chi si trova ad operare all'interno degli stessi.

Le persone che andranno a ricoprire incarichi perché designate dal nostro partito dovranno avere dallo stesso uno specifico mandato al quale attenersi. Chiediamo che le scelte sui nomi vengano fatte privilegiando competenze ed esperienze specifiche.

Asti

Le scelte su Asti hanno ricadute pratiche anche nei centri minori. Pertanto, riteniamo che le responsabilità di scelte politiche sul capoluogo debbano essere della segreteria provinciale. Crediamo che debba essere compito della segreteria condividere le scelte con i circoli locali e attuarle attraverso la collaborazione della segreteria cittadina.

 

 

Gli obiettivi sui quali lavorare

A completamento dei principi esposti, indichiamo i principali obiettivi politici concreti sui quali, secondo noi, deve lavorare il partito provinciale:

Sociale

Bisogna occuparsi attivamente di Cogesa, Cisa e Atc, in modo da favorire la creazione di tavoli di confronto con enti locali e volontariato capaci di far conoscere i bisogni e integrare le possibili azioni. Il cittadino deve avere punti di riferimento che lo aiutino ad orientarsi per cogliere quanto serve ad affrontare i bisogni. Serve promuovere il consorziamento delle piccole case di riposo, per creare un nuovo modello di assistenza agli anziani: più servizi sul territorio, erogati in modo flessibile e con attenzione ai tanti che vivono da soli.

Ambiente

C’è bisogno di un distacco deciso con un passato fatto di troppe incertezze e compromissioni. L’ambiente è un bene di tutti e non può essere venduto per interessi privati. Chiediamo il sostegno per:

la politica dei "rifiuti zero" nelle scelte di Cbra e Comuni. Un’errata gestione dei rifiuti può compromettere seriamente l’economia provinciale;

la difesa dell’acqua pubblica;

lo stop al consumo indiscriminato del territorio, per favorire un’edilizia di qualità, capace di integrarsi con il tessuto urbanistico tradizionale dei nostri paesi, che miri al recupero degli edifici vuoti e fatiscenti;

iniziative che favoriscano la cultura del risparmio energetico a favore di famiglie ed aziende.

Lavoro

Riteniamo sia prioritario ricostruire un rapporto continuativo con tutto il sindacato e recuperare relazioni con il mondo imprenditoriale.

Economia

L’attuale crisi economica ci insegna la necessità di un cambiamento. Serve favorire la sperimentazione di iniziative di economia solidale come la creazione di gruppi di acquisto capaci di tagliare la filiera del commercio che genera solo costi per i consumatori. Abbiamo bisogno che le famiglie risparmino per contrastare nel concreto la perdita di potere d’acquisto avvenuta in questi anni e che si orienti reddito verso i produttori locali. Crediamo siano utili sostegni per le iniziative imprenditoriali innovative e ad alto valore aggiunto. Bisogna operare affinché la risorsa rappresentata dalla Cassa di Risparmio di Asti lavori effettivamente per il territorio e tutta la sua gente, uscendo dalla situazione attuale che la vede "feudo" passivo del centro destra astigiano.

Scuola

Abbiamo di fronte un governo che "taglia" sulla scuola pubblica per indebolirla e ridurne il ruolo. Gli enti locali hanno la responsabilità di intervenire con investimenti nell’edilizia scolastica, dove oggi abbiamo troppe strutture degradate, e con il sostegno ad iniziative di miglioramento dell’offerta formativa.



Gli iscritti hanno anche votato per l'intitolazione del circolo ed è per questo che con gioia saluto il circolo PD Valtriversa "Domenico Tamietti".

DOMENICO TAMIETTI Partigiano. Nato a Cantarana nel 1922 e morto in uno scontro armato in località Case Bruciate di Villafranca il 29 luglio1944. Tamietti è stato decorato con la medaglia di bronzo al V.M. Con il suo nome, è conosciuta la brigata partigiana che ha operato nel nord ovest astigiano, inquadrata nella IX divisione GL




permalink | inviato da marco.ferrero il 24/10/2010 alle 14:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
CULTURA
La Libertà (1972)
15 ottobre 2010
 
Giorgio Gaber

(1972)

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.


http://www.youtube.com/watch?v=WYAIgWu_VXI



permalink | inviato da marco.ferrero il 15/10/2010 alle 21:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
La paura delle idee..................
30 giugno 2010
qui di seguito riporto quanto scritto dall'amico Paolo Volpe: 

Una decina di giorni fa, ho chiesto al Comune il permesso di posizionare una bacheca informativa sul lato del municipio verso via Roma, nei pressi dell’ingresso dell’ex ufficio vigili. A cosa doveva servire la bacheca? A rendere pubblici comunicati del gruppo di opposizione “Villafranca Domani” e del locale circolo del Partito Democratico. Due giorni fa mi è arrivata la risposta firmata dal sindaco Cavalla: consenso negato perché gli spazi su edifici comunali vengono concessi “esclusivamente per l’esposizione di informazioni istituzionali o di pubblico interesse nonché informazioni di carattere turistico  inerenti la promozione del territorio”.  Per l’attuale amministrazione comunale, il lavoro di un gruppo politico non è istituzionale, non è di pubblico interesse e vale meno dell’indirizzo di un ristorante (con tutto il rispetto per quelli che gestiscono ristoranti) o di una festa paesana (con tutto il rispetto per quelli che lavorano nelle feste di paese). Dove sono il rispetto e la correttezza istituzionale in un tale comportamento? Non ci sono.  Un anno fa, l’amministrazione negava a “Villafranca Domani” un locale per le proprie riunioni di lavoro nonostante la maggioranza utilizzasse a propria completa discrezione il municipio da anni (anche per depositarvi il proprio materiale elettorale). Sovente abbiamo assistito a consigli comunali convocati con il preavviso minimo anche in presenza di argomenti impegnativi che necessitavano di approfondimenti e preparazione particolari. Chi sta all’opposizione apprende i temi su cui viene chiamato a votare in consiglio solo quando riceve l’ordine del giorno della seduta: se hai davanti solo pochi giorni, preparare argomenti complessi, ad esempio sul piano regolatore, è molto difficile. Ricordate anche il rifiuto a concedere il posto che spettava all’opposizione nel consiglio di amministrazione della casa di riposo Santanera? Ricordate i confilitti di interesse che ci sono nella giunta comunale per la costruzione della casa della salute? E la volontà dell’amministrazione di avere a tutti i costi la maggioranza dei membri nominati dal Comune al tavolo del sociale? Altro che merito, esperienza e capacità, l’importante era la fedeltà dell’appartenenza politica. Oggi abbiamo il no ad una cosa semplice come una bacheca. Magari da fastidio veder affissi comunicati di chi non la pensa come loro. Siamo all’ostruzionismo. Non vogliono sentire pensieri diversi: amano sentirsi lodati e auto celebrarsi, come hanno ancora fatto  recentemente utilizzando il generoso spazio che il giornale “Nuova Villafranca” mette a loro disposizione.  Per quelli che non l’avessero ancora capito, questa è la democrazia in salsa villafranchese.




permalink | inviato da marco.ferrero il 30/6/2010 alle 21:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
Valtriversa, Primarie: affluenza storica, stravince Bersani e Morgando al regionale
25 ottobre 2009


Risultati segreteria nazionale:

votanti 164, bianche 2, nulle 1
Bersani 100
Franceschini 41
Marino 20

Risultati segreteria Regionale:

votanti 162, bianche 2, nulle 0
Morgando 99
Damiano 37
Tricarico 24



permalink | inviato da marco.ferrero il 25/10/2009 alle 21:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
Punti di osservazione
23 ottobre 2009

 

Massimo Padovani, ex sindaco di Villafranca, mi scrive:

"Scusami caro Marco, leggendo quanto scrivi mi viene quasi da sorridere .... Essendo ormai uscito dalla scena, posso solo ricordarti che, per molti anni quando ero Sindaco, il corrispondente a Villafranca d'Asti per il principale bisettimanale astigiano è stato il tuo "collega" di partito Paolo Volpe ed all'uopo, circa la libera informazione ed il dar voce alle posizioni di tutti (cosa che mi vede assolutamente d'accordo, senza se e senza ma)ti invito a leggere la rassegna stampa di quegli anni (e confrontare tutte le testate giornalistiche...). Poi, magari, commentiamo insieme. ciao ed un abbraccio."

Caro Massimo, mi fa sinceramente piacere, che tu abbia espresso la tua opinione sulle poche riche che io ho scritto sull'attuale livello di informazione. La tua opinione differisce dalla mia, ne prendo atto, ricorderai che non è la prima volta che succede. Ma a me piace riflettere specialmente sul modo di valutare gli avvenimenti delle persone che non la pensano come me, ancor di più se questa persona è stato sindaco per 10 anni.

Io in questo non sono assolutamente d'accordo con te, ma non voglio entrare su come scriveva Volpe (semmai sul cosa ma ci arriverò dopo) in ogni caso ognuno di noi può farsi una opinione prendendo un giornale (La nuova Provincia) dell'epoca e leggerlo o più semplicemente andando a leggere il suo blog (http://www.paolovolpe.it/) per vedere come scrive oggi.

Ognuno potrà farsi una opnione personale e non filtrata dal mio o dal tuo modo di pensare.

Cosa mi interessa, dicevo, è il cosa. Certamente conosci il vecchio detto "parlatene bene, parlatene male, basta che ne parliate" ... saggezza popolare... tutto sommato è facile intendere che ad una critica (giusta, sbagliata su questo possiamo avere tutte le opinioni possibili) è di gran lunga preferibile al silenzio, la critica posso attaccarla, posso rispondere e in un certo senso permette che si parli di me. Ciò che è veramente da temere è il silenzio. Non credo che ti debba far ridere o sorridere questo fatto, quando c'è il silenzio non c'è più informazione.

Oggi stiamo vivendo un periodo che dura da anni dove le minoranze prima e il "centro sinistra" poi non vengono più sentiti, dove si preferisce omettere e passare oltre.

Io stesso sono stato vittima più volte di questo fatto, è innegabile (INNEGABILE) che sono stato l'ideatore del gemellaggio di Cantarana con Chantraine io l'ho promosso e l'ho fatto partire, in Francia me l'hanno riconosciuto ampiamente, sui giornali e sui canali televisivi locali e in Italia? Nulla e quando dico nulla dico nulla!!! Non una parola, non un accenno non una virgola, nulla di nulla. Lo sai Massimo che non esistono sui giornali italiani (a differenza quelli francesi) una foto che sia una del momento delle due firme del gemellaggio, particolare no? Si informa di un gemellaggio e non esiste un'immagine della firma, invece le immagini c'erano eccome ma in emtrame ero presente io, un caso? Può darsi, ma non un accenno non una parola non può essere un caso.

Vedi c'è una notevole differenza tra una critica e il silenzio, con la critica esisti, con il silenzio no. Ora sono certo che tu rimarrai della tua opinione e io della mia, apprezzerai che seppur non concordando con te non ho in nessun modo censurato quanto tu hai scritto e l'ho riportato integralmente.

La giustizia dell'informazione è un bene di tutti e se non parto da me stesso non posso pretenderlo da altri, ma adesso che ho dato "il buon esempio" è ora che ci diamo tutti una regolata.

In ogni caso ti faccio i miei sinceri auguri per il tuo lavoro in provincia. Contraccambio con piacere il tuo abbraccio.




permalink | inviato da marco.ferrero il 23/10/2009 alle 22:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
IL SILENZIO DEGLI "INNOCENTI"
13 settembre 2009

 

Dopo le elezioni amministrative di giugno, ho senza dubbio perso buona parte della mia capacità di essere diplomatico, men che meno accondiscendente ed è per questo che certe volte bisogna chiamare le cose con il proprio nome e smetterla di essere buonisti.
Il centro sinistra rappresenta quasi la metà degli elettori della valtriversa (la metà quasi giusta a Cantarana) ma la voce di costoro è un assordante silenzio.
Eppure il PD è organizzato sul territorio, ha amministratori, militanti, tesserati, fa attività, ma più che altro rappresenta una percentuale elevata di elettori, eppure?
Nessun giornale a livello locale parla di noi, nessuno lo ripeto! E' tale la sproporzione di parole spese sulla carta stampata che supera abbondantemente l'indecenza. E' solo un caso che i giornali locali abbiano parlato dell'elezione di Campia vin valtriversa, senza praticamente fare accenno alle motivazioni di Volpe e mie dalle righe di questo blog.
E la gente cosa pensa? ... che va tutto bene.
Neanche per il cavolo!!! Giusto per essere chiari, ma questa censura (si avete letto bene CENSURA) ci azzittisce e mortifica le nostre posizioni. E' anni che questa cosa va avanti, ma ripeto, ho perso la capacità di dire balle e quindi da oggi lo dico a chiare lettere: VERGOGNA!!
il nostro silenzio perdura da troppo tempo, questo tessuto di informazione che supporta lo status quo è assurdo e supera l'indecenza. Se non si ha il coraggio di scrivere tutto si rinunci a scrivere!!




permalink | inviato da marco.ferrero il 13/9/2009 alle 16:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
SPORT
Torneo dei Bricchi seconda edizione: ancora un successo
13 luglio 2009

Arrivati alla seconda edizione di questo piccolo torneo si può dire che è già un appuntam,ente atteso... attesissimo a Cantarana. L'unico avvenimento del genere per i 30/40 venni sul nostro territorio e già copiato altrove. La cosa più importante e che ci siamo divertiti e che per il prossimo anno ci sono in "pentola" nuove idee. Il cammino continua il desiderio di comunità è diffuso e nulla e nessuno può fermare il vento che soffia.



permalink | inviato da marco.ferrero il 13/7/2009 alle 23:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Yes we CAN ... se, Pudima!
30 aprile 2009
Nessuno ha la sfera di cristallo e ovviamente non so come andranno queste elezioni a Cantarana. Vuoi perché non amo mettere il carro davanti ai buoi, vuoi perché effettivamente è una elezione decisamente aperta. il 16 maggio avremo la presentazione pubblica... tutti i cantaranesi che mi leggono sono ovviamente invitati, guardiamo con fiducia a questo mese di lavoro. Ringrazio prima di partire, i candidati consigliere che hanno deciso di lavorare con me: Matteo Nivino, Domenico Marocco, Davide Camillo, Rasini Giulio, Margherita Bonello, Ettore Navone, Domenico Facciorusso, Manuela Ventruri, Claudia Novara, Daniele Coiro.
Grazie di cuore e buon lavoro!!!



permalink | inviato da marco.ferrero il 30/4/2009 alle 20:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
On. MTA: malata a Roma, sana ad Asti!
19 agosto 2008
Di Roberto Peretti
Capo Gruppo del Partito Democratico alla Provincia di Asti
Sindaco di Villanova


Asti, 29 maggio 2008

Con riferimento alla recente débâcle parlamentare da cui è reduce lo schieramento del PDL ed alle conseguenti sfuriate del proprio leader, si è appreso da un articolo apparso sul sito internet www.corriere.it a firma Monica Guerzoni e Roberto Zuccolini (29.05.2008), che l’Onorevole Maria Teresa Armosino il giorno 27 maggio 2008 era “bloccata da un malanno, cinque giorni di terapia”. Malanno, e conseguente terapia, che le hanno impedito di recarsi quel giorno a Roma ed assolvere, in questo modo, al proprio dovere di parlamentare.

Ma che non le hanno impedito, tuttavia, di essere fisicamente presente in occasione del Consiglio Provinciale tenutosi, in perfetta concomitanza con la seduta parlamentare, presso il Palazzo della Provincia di Asti.

Si intende, va da sé, rivolgere rispettosi auguri di pronta ed immediata guarigione all’Onorevole Armosino, peraltro all’apparenza già in perfetta forma.

Non senza aver evidenziato il fatto che, egoisticamente parlando, la Provincia di Asti ha “beneficiato” del malanno e della conseguente terapia cui il Presidente è stata costretta a sottoporsi.

Di fatto, nondimeno, ne ha “beneficiato” la stessa “vittima”, sollevata in questo modo da imbarazzanti scelte: recarsi a Roma a votare un importante provvedimento parlamentare, o rimanere ad Asti ad affrontare i problemi della provincia?

Scelte che con ogni verosimiglianza si prospetteranno con frequenza nel futuro e di fronte alle quali, in assenza – ci si augura – di nuovi acciacchi, l’Onorevole Maria Teresa Armosino sarà chiamata ad assumere decisioni che non potranno non avere ripercussioni negative.

Vuoi in danno della Provincia, nel momento in cui il leader del PDL imporrà (come pare abbia intenzione) la presenza dei propri parlamentari a Roma.

Vuoi in danno degli interessi nazionali, nel momento in cui il Presidente provinciale, per dedicarsi alle questioni locali, sarà costretta a declinare i propri impegni romani.

Si prende atto che le preoccupazioni espresse nel corso della campagna elettorale dal Partito Democratico (e dal sottoscritto in prima persona) circa l’incompatibilità delle cariche di cui l’Onorevole Armosino è investita, si sono trasformate ben presto in realtà, costringendola a vestire i panni di Presidente provinciale e di Deputato parlamentare a mezzo servizio. Il tutto a discapito del territorio astigiano e dei suoi cittadini. Si chiede alla Presidente se in futuro, in occasione di impegni concomitanti Roma-Asti, privilegerà sempre la Provincia.




permalink | inviato da marco.ferrero il 19/8/2008 alle 19:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
SOCIETA'
Troppo fumo negli occhi
18 agosto 2008

Leggo  (e sento nei telegiornali) la polemica nata tra governo e Famiglia Cristiana. Il tema è noto: le azioni razziste e liberticide del governo Berlusconi nei confronti degli extracomunitari.
Faccio una premessa, la legalità è doverosa, nessuno di nessuna nazionalità dovrà passarla franca se delinque, lo stato non può apparire debole. Spesso oggi l'impunità è la norma e lo sforzo delle nostre forze di polizia è compromesso da una lecislazione lasciva e in ogni caso inappropriata.
Ma una cosa è porre degli argini a questa situazione, un'altra è prendere le impronte digitali agli zingari e far pattugliare le strade all'esercito, per altro azioni assolutamente demagogiche e prive di un reale riscontro di utilità, con buona pace della Lega.
Effettivamente Famiglia Cristiana (Ps mi devo ricordare di abbonarmi ad un periodico che dimostra così tanta libertà di pensiero) ha solo fatto un paragone che ormai solo la nostra orrenda italica TV cerca a malo modo di mascherare, ovvero le costanti similitudini tra il "berlusconismo" e il fascismo. Certo i tempi sono cambiati non c'è più il manganello, ma ter televisioni sono pure peggio! Mussolini disse che il cinema è l'arma più forte (oggi la TV direbbe) e aveva assolutamente ragione.
Famiglia Cristiana ha attaccato un metodo e ha fatto una similitudine tra le stelle di David di ieri e le impronte digitali di oggi, i sistemi sono cambiati i contesti anche, ma il risultato, per disgrazia nostra e del mondo, è sempre lo stesso.
Forza Famiglia Cristiana, da oggi hai un grande ammiratore in più, le voci fuori dal coro, specialmente se così autorevoli, sono il miglior antidoto all'apatia dell'era inaugurata dal nanetto di Arcore.




permalink | inviato da marco.ferrero il 18/8/2008 alle 18:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
Una destra che distorge anche i valori cristiani
28 luglio 2008
 così scrive la retorica DI DESTRA:

Che rapporto vi è tra pacifismo e cattocomunismo?

di Gianni Baget Bozzo - 11 settembre 2003

Per la Sacra Scrittura e per la Tradizione cattolica, l'autorità politica "porta la spada", questa è la sua principale funzione. Lo Stato non è la società ma è la difesa di essa da ogni forma di violenza che all'uomo sia possibile combattere. Per questo la decisione ultima sulla pace e sulla guerra spetta agli Stati e non alla Chiesa, che è tenuta a "dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che di Dio".

I cattocomunisti sono stati pacifisti perché rinnegano l'ordine naturale e la Provvidenza divina, nel cui ordine il potere dello Stato, come ogni altro potere, ha una funzione e porta il limite stesso della sua funzione.

http://www.ragionpolitica.it/testo.1509.html

Per quanto poco vale reagisco inorridito da quello che vedo scritto da Don Gianni Baget Bozzo, su un sito che di cristiano ha poco tendente allo zero assoluto e di politico parecchio (vedi simbolo del popolo delle libertà).

Inorridito perché non c’è la ben che minima nozione storica e tanto meno del cristianesimo (e da un prete posso solo ipotizzare la malafede).

Faccio una premessa, non sono un cattocomunista, non lo sono mai stato.

Sono un cattolico, credente, praticante e un uomo di sinistra, un uomo del PD.

Ma non si può tacere, specialmente per un cristiano, quando ci sono preti che per fini politici distorgono tutti i principi cristiani e il Vangelo stesso.

Tanto poco caro Gianni Baget Bozzo,

fin che si parla o si scrive di politica, passi; ognuno appoggia lecitamente le proprie opinioni, ma quando si distorge il cristianesimo e i alti principi che esso rappresenta (ed è un prete a farlo!!!) non si può tacere, non si può far finta di nulla, devo, in coscienza, agire da buon cristiano e difendere il mio credo.

Ma mi rendo conto che la mia parola conta poco, quindi mi appello a un sacerdote proprio come lei, don Lorenzo Milani che 40 anni or sono scrisse un brano che fa proprio al caso nostro al meno nei pezzi che io riporterò, detto tra di noi non a caso Veltroni è andato a rendergli omaggio prima delle elezioni…. Non a caso.

Nel rispondermi badate che l'opinione pubblica è oggi più matura che in altri tempi e non si contenterà né d'un vostro silenzio, né d'una risposta generica che sfugga alle singole domande. Paroloni sentimentali o volgari insulti a me non sono argomenti. Se avete argomenti sarò ben lieto di darvene atto e di ricredermi se nella fretta di scrivere mi fossero sfuggite cose non giuste.”

Preambolo di Don Milani che approvo, in merito poi al fatto che la Chiesa non ha diritto di intervenire sulla guerra per "dare a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che di Dio". Dimenticando che Dio essendo creatore dell’universo ha il possesso di tutto. Don Milani usa argomenti più che lungimiranti, proprio sul pacifismo che secondo lei rinnega l’ordine naturale e la Provvidenza Divina:

“Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto, senza essere richiamati dalla Curia, di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto.

Abbiamo dunque idee molto diverse. Posso rispettare le vostre se le giustificherete alla luce del Vangelo o della Costituzione.

Non voglio in questa lettera riferirmi al Vangelo. È troppo facile dimostrare che Gesù era contrario alla violenza e che per sé non accettò nemmeno la legittima difesa.”

Ancora più illuminante è l’analisi storica (la storia questa sconosciuta!) che fa sull’intervento diretto dello stato italiano sulle guerre, quel diritto che lei, ministro del culto Cattolico, nega alla sua stessa Chiesa e consegna in mano esclusivamente allo stato:

“Mi riferirò piuttosto alla Costituzione.

Articolo 11 L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli...

Articolo 52 La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.

Misuriamo con questo metro le guerre cui è stato chiamato il popolo italiano in un secolo di storia.

Scorriamo insieme la storia. Volta volta ci direte da che parte era la Patria, da che parte bisognava sparare, quando occorreva obbedire e quando occorreva obiettare.

Nel 1898 il Re Buono (Umberto I) onorò della Gran Croce Militare il generale Bava Beccaris per i suoi meriti in una guerra che è bene ricordare. L'avversario era una folla di mendicanti che aspettavano la minestra davanti a un convento a Milano. Il Generale li prese a colpi di cannone e di mortaio solo perché i ricchi (allora come oggi) esigevano il privilegio di non pagare tasse. Volevano sostituire la tassa sulla polenta con qualcosa di peggio per i poveri e di meglio per loro. Ebbero quel che volevano. I morti furono 80, i feriti innumerevoli. Fra i soldati non ci fu né un ferito né un obiettore. Finito il servizio militare tornarono a casa a mangiar polenta. Poca perché era rincarata.

Eppure gli ufficiali seguitarono a farli gridare “Savoia” anche quando li portarono a aggredire due volte (1896 e 1935) un popolo pacifico e lontano che certo non minacciava i confini della nostra Patria. Era l'unico popolo nero che non fosse ancora appestato dalla peste del colonialismo europeo.

Idem per la guerra di Libia.

Poi siamo al '14. L'Italia aggredì l'Austria con cui questa volta era alleata.

Battisti era un Patriota o un disertore? È un piccolo particolare che va chiarito se volete parlare di Patria. Avete detto ai vostri ragazzi che quella guerra si poteva evitare? Che Giolitti aveva la certezza di poter ottenere gratis quello che poi fu ottenuto con 600.000 morti?

Che la stragrande maggioranza della Camera era con lui (450 su 508)? Era dunque la Patria che chiamava alle armi? E se anche chiamava, non chiamava forse a una ”inutile strage”? (l'espressione non è d'un vile “cattocomunista” ma d'un Papa canonizzato).

Era nel '22 che bisognava difendere la Patria aggredita. Ma l'esercito non la difese. Stette a aspettare gli ordini che non vennero.

Così la Patria andò in mano a un pugno di criminali che violò ogni legge umana e divina e riempiendosi la bocca della parola Patria, condusse la Patria allo sfacelo. In quei tragici anni quei sacerdoti che non avevano in mente e sulla bocca che la parola sacra “Patria”, quelli che di quella parola non avevano mai voluto approfondire il significato, quelli che parlavano come parlate voi, fecero un male immenso proprio alla Patria (e, sia detto incidentalmente, disonorarono anche la Chiesa).

Nel '36 50.000 soldati italiani si trovarono imbarcati verso una nuova infame aggressione: Avevano avuto la cartolina di precetto per andar “volontari” a aggredire l'infelice popolo spagnolo.

Erano corsi in aiuto d'un generale traditore della sua Patria, ribelle al suo legittimo governo e al popolo suo sovrano. Coll'aiuto italiano e al prezzo d'un milione e mezzo di morti riuscì a ottenere quello che volevano i ricchi: blocco dei salari e non dei prezzi, abolizione dello sciopero, del sindacato, dei partiti, d'ogni libertà civile e religiosa. Se in quei tristi giorni non ci fossero stati degli italiani anche dall'altra parte, non potremmo alzar gli occhi davanti a uno spagnolo. Per l'appunto questi ultimi erano italiani ribelli e esuli dalla loro Patria.

Poi dal '39 in là fu una frana: i soldati italiani aggredirono una dopo l'altra altre sei Patrie che non avevano certo attentato alla loro (Albania, Francia, Grecia, Egitto, Jugoslavia, Russia).

Era una guerra che aveva per l'Italia due fronti. L'uno contro il sistema democratico. L'altro contro il sistema socialista. Erano e sono per ora i due sistemi politici più nobili che l'umanità si sia data.

L'uno rappresenta il più alto tentativo dell'umanità di dare, anche su questa terra, libertà e dignità umana ai poveri.

L'altro il più alto tentativo dell'umanità di dare, anche su questa terra, giustizia e eguaglianza ai poveri.

Non vi affannate a rispondere accusando l'uno o l'altro sistema dei loro vistosi difetti e errori. Sappiamo che son cose umane. Dite piuttosto cosa c'era di qua dal fronte. Senza dubbio il peggior sistema politico che oppressori senza scrupoli abbiano mai potuto escogitare. Negazione d'ogni valore morale, di ogni libertà se non per i ricchi e per i malvagi. Negazione d'ogni giustizia e d'ogni religione. Propaganda dell'odio e sterminio d'innocenti. Fra gli altri lo sterminio degli ebrei (la Patria del Signore dispersa nel mondo e sofferente).

Ma in questi cento anni di storia italiana c'è stata anche una guerra “giusta” (se guerra giusta esiste). L'unica che non fosse offesa delle altrui Patrie, ma difesa della nostra: la guerra partigiana.

Certo (i nostri poveri soldati morti sotto il fascismo) dobbiamo rispettarli. Erano infelici contadini o operai trasformati in aggressori dall'obbedienza militare. Quell'obbedienza militare che voi cappellani esaltate senza nemmeno un “distinguo” che vi riallacci alla parola di San Pietro: “Si deve obbedire agli uomini o a Dio”?.

Rispettiamo la sofferenza e la morte, ma davanti ai giovani che ci guardano non facciamo pericolose confusioni fra il bene e il male, fra la verità e l'errore.”

Qui conclude Don Lorenzo Milani, un nome che è per sempre consegnato alla storia. Ecco come si esprime un vero uomo, un vero sacerdote. Perchè dire che il pacifismo rinnega l'ordine naturale e la Provvidenza divina è bestemmiare per un cristiano e una “stronzata” per tutte le altre persone di buon senso.

Io che mi accingo a concludere queste mie poche righe ho una sola grande consolazione (terrena) che il nome e il pensiero di Don Lorenzo Milani varcherà i secoli il suo, Don Gianni Baget Bozzo, fra pochi anni non lo ricorderà più nessuno.

Che Dio la perdoni! Perché gli italiani probabilmente non lo faranno!




permalink | inviato da marco.ferrero il 28/7/2008 alle 18:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
POLITICA
Fare il gioco della destra
6 giugno 2008

Mi sarei augurato e mi auguro ancora un PD forte, dimanico. Mi sarei augurato un PD che a Roma come ad Asti facesse seguire ai fatti anche l'informazione dei fatti, ma non è stato così fino ad oggi.

Leggiamo i giornali sentiamo radio e televisioni e non possiamo che rilevare che abbiamo una strada enorme da fare sul versante dell'informazione. Il decreto Gentiloni sarebbe servito, ma adesso per almeno 5 anni dovremo fare senza. Le telestreet sarebbero un percorso, ma la legge "carogna" contraria all'articolo 21 della costituzione italiana, vieta di fatto a tutti di esprimersi e la nostra civiltà ormai tragicamente figlia del grande fratello e company non riesce ad alzare la testa. Questo mi caspetto del PD adesso un opposizione forte ma che arrivi alla gente, non serve essere elitari, non in questo momento.

Sento al telegiornale gruppi universitari cdi estrema sinistra attaccare studenti di destra, mi chiedo che ci si rende conto che qui si sta cfacendo il gioco della destra come fecero le brigate rosse nel 1978, persone che non so a che titolo si richiamano a sinistra che portano consensi alla destra, questo io non lo capisco.

Nel nostro piccolo rileviamo serenamente che anche qui, nel nostro piccolo lembo di terra il voto destrorso è maggioritario, più per "servitù della gleba" che per convinzione, ma bisogna prendere atto che è così anche in funzione delle prossime elezioni amministrative. Chi si richiama alla sinistra e poi si aggrega alla maggioranza sbaglia (ovviamente dal mio punto di vista) le idee devono essere prima della convegnenza, swe passa questa linea di pensiero noi saremo sempre minoranza e invece dobbiamo puntare, anche nel nostro piccolo, ad essere maggioranza. Invito i cantaranesi che mi leggono a riflettere su questo, ma anche ai villafranchesi e a quan'taltri si trovano nella nostra stessa posizione. Quanta arroganza e maleducazione c'è a destra, è avidente e sotto gli occhi di tutti, ma nessuno a nessun livello si fa sentire... tra un po' metteremo l'aureola allo psiconano e a tutti i livelli tolleriamo questaq arroganza. So di non essere la persona più simpatica del creato, ma credo nel valore del rispetto e dell'educazione, nella sincerità e nel dialogo, non so però se la linea, questa linea, sia maggioritaria, chi ha orecchie per intendere intenda.




permalink | inviato da marco.ferrero il 6/6/2008 alle 18:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
sfoglia
giugno